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AMORE IN LOTTA

E ci rimane ancora qualcosa da festeggiare
Anche adesso che là fuori domina l'orrore
Lo spettro della definitiva disgregazione sociale
E l'abisso è alle porte
Saturo di un nuovo ampio divario sociale
Mentre Amazon fa profitti da miliardi
Delle pallide individualità
S'intravedono già le sorti
Rassegnate cieche sorde ombre recintate
Esiliate all'interno delle proprie case
Abbandonate le ideologie messe al bando tutte le teorie
Affrante
Le anime
Come nella camminata di attesa
Lungo il miglio verde
Scrutano da dietro la porta terrificate
Nel sarcofago di una letargia senza memoria
Senza più dialogo
Forma pura rattrappita incapace di organizzare un nuovo dissenso
Nel regno dei fatti e del pratico
Sorge solo l'economico profitto multinazionale
Cupe maschere nascondono il volto
In una sicurezza friabile

E ci rimane ancora qualcosa da festeggiare
Nonostante il sistema mostro
eretto a monumento perenne
Non accenni a scendere
A forza di picconate rivoluzionarie
che più non lo sfiorano
E gli imbecilli imbraccino
Quotidianamente
Lotte digitali
polemiche interattive inutili
Prendendosela coi vicini nei quartieri
Che escono al sole
Oppure coi migranti sui barconi
Che non hanno rinunciato a sognare sacrificando l'avvenire per il sole
Ripresi come i soliti untori
Cacciati via come topi
E non rinunceremo a brindare
Nonostante il clima ed il caldo sovrano
peggiori di anno in anno
E il Merlot e le api come le collettività riunite
Gli sguardi gli abbracci
Le lotte comuni da condividere
Fisicamente
Siano in via d'estinzione
Eppure
La bandiera rossa che sventolava all'Hôtel de Ville
Durante i bei sogni infranti della Comune
La colonna de Place Vendôme disarcionata
Una lunga litania rotta
Spezzata dal fumo pregno del malcontento
Aspirante la diserzione
degli schiavi partoriti dal mito fasullo
Dal delirio assurto a credo e modello
del grande Stato-Nazione
Valle Giulia presto soppressa
Col veleno tossico dell'opportunismo di partito
e della regia occulta dettata dagli schemi di potere sovranazionale
Il sistema che divide i suoi figli
E ancor più i figli dei poveri
I sorrisi d'intesa
Durante le rivendicazioni e le agitazioni autentiche di piazza
Non infiltrate dal potere
Chiedono ancora una nuova svolta nella storia cui potersi aggrappare

E ci rimane ancora qualcosa da festeggiare
Qualcosa di prezioso
Di muto e poi di chiassoso
Rabbioso e anche dolce come suono di pianoforte
Fluito dalle maniche scosse
concitate nell'estasi della creazione
che dà voce alle corde di Eros
intriso in uno scrigno sacro
ove echeggia ancora l'onestà forsennata di Beethoven
O come una porzione di sacher affettata
A Vienna al "Chiaro di luna" di Debussy
Da dividere per sempre in due

Qualcosa di prezioso
Qualcosa di organico
E insieme di impalpabile
Come materia ed energia che s'intendono ad arte
Musica di violini
Melodie di pianoforte
E partiture scritte
Testi recitati
Affreschi di parole tracciate
Distese d'inchiostro
Che simulano maldestramente il tangibile
Sondando invece l'intracciabile
Portate in alto dalla tua voce
Eterea quale eco immortale
Fresca serenata che faccia
da colonna sonora alla nostra festa
Armonia fra le nostra dita stretta
Che si congiunga all'astrale
E ci riporti al sentiero tracciato nel sole
Resistendo insieme
Simbiosi bramata e mai risolta
Quale mistero irraggiungibile
Nel vento di una necessaria Rivoluzione


































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