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Sara

IL BALLO DELLE SOSTANZINE
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"L'unica differenza fra me e un pazzo è che io non sono pazzo." Dali'
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NON CONTERRETE MAI IL LEGITTIMO GRIDO DI DISSENSO - A chi vorrebbe, oggi come un tempo “contenere” il legittimo grido di dissenso contro un sistema corrotto, e annullare le denunce sociali e politiche di chi per sua natura e dovere morale non s'accontenta e non s'accontenterà mai, gettando su di essi fango e discredito e tacciando con l'epiteto di “folle”, “malato di mente”, “pazzo delirante, contagioso, attaccabrighe, pericoloso” chi ha tutto il diritto e il dovere morale di contestare corruzione, lesione di diritti, discriminazioni e quant'altro; a chi vorrebbe “contenere” costoro che protestano e la cui voce evidentemente conta e fa paura, ed è una spina nel culo per i poteri forti, entro le mura di un'istituzione totale dagli approcci repressivi e securitari com'era il manicomio, ma grazie a uomini come Basaglia ora non lo può più fare; un sistema manicomiale che era atto ad isolare ed allontanare i contestatori sociali, i personaggi scomodi così come chi soffriva di disagio e vera sofferenza ma avrebbe avuto bisogno per questo di un pieno e reale aiuto e sostegno UMANO, come affermava appunto il grande Basaglia, medico antipsichiatrico per eccellenza, fornendo al paziente un contatto privo di certezze precostituite, sospendendo ogni giudizio o pregiudizio, un sostegno atto a favorire la sua dignità di persona e la sua vera inclusione sociale, anziché alimentare emarginazione, stigma e rifiuto;

A chi tutt'ora stigmatizza, offende, denigra, sbeffeggia le numerose persone che soffrono di qualche forma di disagio mentale o sofferenza psichica a causa di traumi, incidenti, urti, dolori che la vita dispensa a tutti in maniera più o meno grave lasciando cicatrici invisibili all'occhio ma non per questo meno cocenti e sanguinanti, o per qualsiasi altro motivo ne sia vittima di tali disagi, affinché essi preservino sempre intatte la loro dignità di persone, e non sentano più addosso il peso di discriminazione, pregiudizio e stigma; affinché il sistema sia obbligato a permettere loro di esplorare le loro infinite potenzialità e capacità, invece che ottundere le loro menti e i loro cervelli con la prassi che tende ad abusare nella dazione di farmaci con l'unico scopo di rimpinguare il portafogli delle multinazionali farmaceutiche; 

Al sistema psichiatrico odierno colluso come allora coi poteri forti, che oggi sono quelli del libero mercato, dell'industria del farmaco, che aggira e oscura sistematicamente la legge 180/78 incrementando un modus operandi tendente a sedare anziché guarire, che ha come prima regola e linea guida la prescrizione di farmaci per intorpidire ed ottundere le capacità e le qualità piuttosto che fornire possibilità concrete di autorealizzazione, inclusione sociale e lavorativa;
la presa in carico del paziente da un punto di vista olistico e un sistema di cura valido si attua solo subordinando in seconda istanza le azioni puramente farmacologiche ed invasive, dato che bisogna smetterla con l'assioma della scienza psichiatrica ultraFARMACOdogmatica e squisitamente materiale, come se fosse l'essere umano nient'altro che un ammasso di celllule, di carne, neuroni, neurotrasmettitori, ormoni, reazioni da controllare e dirigere, dimenticando che specie dal punto di vista del problema mentale non è così che funziona, come diceva lo stesso Basaglia, dato che “la malattia mentale non è un malattia fisica” e “il medico deve innanzitutto ascoltare chi ha dinanzi”, e serve prima di ogni altra cosa l'approccio umano, metodi di cura che puntino, anziché a rimpinzare di pilloline, artifici di una società iperconsumista votata all'incremento del profitto ad appannaggio delle multinazionali, a fornire piuttosto sostegno tramite spunti di socialità, ed inclusione sociale, gruppi di relazione, gruppi di lavoro, laboratori creativi in maniera da dare l'opportunità e il DIRITTO al paziente di contribuire ed essere man forte per la comunità. Bisogna puntare sulla comunità terapeutica di cui parlava Basaglia, concetto che riuscì a far cessare l'istituzione totale manicomiale, dove vigeva l'egida della sorveglianza, della disciplina e del controllo, propria di un modello di società autoritaria, come ricordava egregiamente anche il filosofo Foucault. Ma non è ancora arginato il metodo del controllo sociale che ora, sebbene meno rinforzato di un tempo (si parla della prima metà del Novecento) suole comunque avvalersi di altri canali di repressione del dissenso o della devianza dai canoni prostituiti, facendo solo credere fittiziamente che siamo in una società libera pluralista e democratica, ove è concesso ampio spazio di protesta o di associazionismo, ma dove in realtà l'establishment convoglia il consenso tramite il controllo del mainstreeam di web e mass media, avvalendosi di una vera e propria industria del consenso che tramite fake news, distorsioni di notizie e lavaggi del cervello pubblicitari e consumistici dirige il consenso, smorzando gli antagonismi e i veri focolai di lotta, avvantaggiando e creando macchine di propaganda fintamente antisistema edulcorate da Arlecchini predicanti amore e ipocrite campagne antodio atte solo a far sentire più impotente l'individuo nel sistema e chi davvero vuole denunciare e combattere discriminazione, intolleranza e l'arroganza assassina del potere neoliberista. Tornando al sistema psichiatrico, esso ora è in connubio coi nuovi poteri forti odierni, quelli delle multinazionali farmaceutiche che puntano a far aumentare malattie e disagi per vendere più prodotti e aumentare così i profitti, puntando alla sperimentazione di sempre nuovi farmaci e alla continua proliferazione di malattie in un DSM continuamente aggiornato con plurimi presunti nuovi disturbi; tramite una società fortemente individualista e iper competitiva siamo sottoposti ad un'amplificazione di disagi, stress quotidiani che favoriscono l'alienazione sia lavorativa che extra lavorativa con il mito della crescita economica senza limiti, dell'iperproduzione e dello scontro con l'altro, annullando solidarietà umana e sociale. Si creano così filosofie di vita che allontanano l'individuo dalla propria natura e lo alienano da se stesso e dagli altri, dai propri reali bisogni, dall'universale e dalla genuina comunione umana smorzando ogni sforzo per attuare un sistema politico che punti piuttosto sulla condivisione e sul mutualismo, sulla convivenza pacifica in una società multietnica favorendo interscambio culturale, invece che razzismo, lotte fra poveri, divisioni e pregiudizi;

a tutti questi impostori, venditori di carne da macello, intrusi e veri sadici nazisti, loro si veri psicopateci e malati di mente voglio solo dire che: NON RIUSCIRETE A CONTENERE MAI NIENTE E NESSUNO NÉ LA POTENZA DELLA NATURA NÉ LA GENUINA ESTASI DELLA FOLLIA NÉ L'OASI DELLA DISSIDENZA AD OGNI FORMA O SISTEMA D'OPPRESSIONE
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NON CONTERRETE MAI IL LEGITTIMO GRIDO DI DISSENSO
A chi vorrebbe, oggi come un tempo “contenere” il legittimo grido di dissenso contro un sistema corrotto, e annullare le denunce sociali e politiche di chi per sua natura e dovere morale non s'accontenta e non s'accontenterà mai, gettando su di essi fango e discredito e tacciando con l'epiteto di “folle”, “malato di mente”, “pazzo delirante, contagioso, attaccabrighe, pericoloso” chi ha tutto il diritto e il dovere morale di contestare corruzione, lesione di diritti, discriminazioni e quant'altro; a chi vorrebbe “contenere” costoro che protestano e la cui voce evidentemente conta e fa paura, ed è una spina nel culo per i poteri forti, entro le mura di un'istituzione totale dagli approcci repressivi e securitari com'era il manicomio, ma grazie a uomini come Basaglia ora non lo può più fare; un sistema manicomiale che era atto ad isolare ed allontanare i contestatori sociali, i personaggi scomodi così come chi soffriva di disagio e vera sofferenza ma avrebbe avuto bisogno per questo di un pieno e reale aiuto e sostegno UMANO, come affermava appunto il grande Basaglia, medico antipsichiatrico per eccellenza, fornendo al paziente un contatto privo di certezze precostituite, sospendendo ogni giudizio o pregiudizio, un sostegno atto a favorire la sua dignità di persona e la sua vera inclusione sociale, anziché alimentare emarginazione, stigma e rifiuto;

A chi tutt'ora stigmatizza, offende, denigra, sbeffeggia le numerose persone che soffrono di qualche forma di disagio mentale o sofferenza psichica a causa di traumi, incidenti, urti, dolori che la vita dispensa a tutti in maniera più o meno grave lasciando cicatrici invisibili all'occhio ma non per questo meno cocenti e sanguinanti, o per qualsiasi altro motivo ne sia vittima di tali disagi, affinché essi preservino sempre intatte la loro dignità di persone, e non sentano più addosso il peso di discriminazione, pregiudizio e stigma; affinché il sistema sia obbligato a permettere loro di esplorare le loro infinite potenzialità e capacità, invece che ottundere le loro menti e i loro cervelli con la prassi che tende ad abusare nella dazione di farmaci con l'unico scopo di rimpinguare il portafogli delle multinazionali farmaceutiche;

Al sistema psichiatrico odierno colluso come allora coi poteri forti, che oggi sono quelli del libero mercato, dell'industria del farmaco, che aggira e oscura sistematicamente la legge 180/78 incrementando un modus operandi tendente a sedare anziché guarire, che ha come prima regola e linea guida la prescrizione di farmaci per intorpidire ed ottundere le capacità e le qualità piuttosto che fornire possibilità concrete di autorealizzazione, inclusione sociale e lavorativa;
la presa in carico del paziente da un punto di vista olistico e un sistema di cura valido si attua solo subordinando in seconda istanza le azioni puramente farmacologiche ed invasive, dato che bisogna smetterla con l'assioma della scienza psichiatrica ultraFARMACOdogmatica e squisitamente materiale, come se fosse l'essere umano nient'altro che un ammasso di celllule, di carne, neuroni, neurotrasmettitori, ormoni, reazioni da controllare e dirigere, dimenticando che specie dal punto di vista del problema mentale non è così che funziona, come diceva lo stesso Basaglia, dato che “la malattia mentale non è un malattia fisica” e “il medico deve innanzitutto ascoltare chi ha dinanzi”, e serve prima di ogni altra cosa l'approccio umano, metodi di cura che puntino, anziché a rimpinzare di pilloline, artifici di una società iperconsumista votata all'incremento del profitto ad appannaggio delle multinazionali, a fornire piuttosto sostegno tramite spunti di socialità, ed inclusione sociale, gruppi di relazione, gruppi di lavoro, laboratori creativi in maniera da dare l'opportunità e il DIRITTO al paziente di contribuire ed essere man forte per la comunità. Bisogna puntare sulla comunità terapeutica di cui parlava Basaglia, concetto che riuscì a far cessare l'istituzione totale manicomiale, dove vigeva l'egida della sorveglianza, della disciplina e del controllo, propria di un modello di società autoritaria, come ricordava egregiamente anche il filosofo Foucault. Ma non è ancora arginato il metodo del controllo sociale che ora, sebbene meno rinforzato di un tempo (si parla della prima metà del Novecento) suole comunque avvalersi di altri canali di repressione del dissenso o della devianza dai canoni prostituiti, facendo solo credere fittiziamente che siamo in una società libera pluralista e democratica, ove è concesso ampio spazio di protesta o di associazionismo, ma dove in realtà l'establishment convoglia il consenso tramite il controllo del mainstreeam di web e mass media, avvalendosi di una vera e propria industria del consenso che tramite fake news, distorsioni di notizie e lavaggi del cervello pubblicitari e consumistici dirige il consenso, smorzando gli antagonismi e i veri focolai di lotta, avvantaggiando e creando macchine di propaganda fintamente antisistema edulcorate da Arlecchini predicanti amore e ipocrite campagne antodio atte solo a far sentire più impotente l'individuo nel sistema e chi davvero vuole denunciare e combattere discriminazione, intolleranza e l'arroganza assassina del potere neoliberista. Tornando al sistema psichiatrico, esso ora è in connubio coi nuovi poteri forti odierni, quelli delle multinazionali farmaceutiche che puntano a far aumentare malattie e disagi per vendere più prodotti e aumentare così i profitti, puntando alla sperimentazione di sempre nuovi farmaci e alla continua proliferazione di malattie in un DSM continuamente aggiornato con plurimi presunti nuovi disturbi; tramite una società fortemente individualista e iper competitiva siamo sottoposti ad un'amplificazione di disagi, stress quotidiani che favoriscono l'alienazione sia lavorativa che extra lavorativa con il mito della crescita economica senza limiti, dell'iperproduzione e dello scontro con l'altro, annullando solidarietà umana e sociale. Si creano così filosofie di vita che allontanano l'individuo dalla propria natura e lo alienano da se stesso e dagli altri, dai propri reali bisogni, dall'universale e dalla genuina comunione umana smorzando ogni sforzo per attuare un sistema politico che punti piuttosto sulla condivisione e sul mutualismo, sulla convivenza pacifica in una società multietnica favorendo interscambio culturale, invece che razzismo, lotte fra poveri, divisioni e pregiudizi;

a tutti questi impostori, venditori di carne da macello, intrusi e veri sadici nazisti, loro si veri psicopateci e malati di mente voglio solo dire che: NON RIUSCIRETE A CONTENERE MAI NIENTE E NESSUNO NÉ LA POTENZA DELLA NATURA NÉ LA GENUINA ESTASI DELLA FOLLIA NÉ L'OASI DELLA DISSIDENZA AD OGNI FORMA O SISTEMA D'OPPRESSIONE
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IL BALLO DELLE SOSTANZINE

La serotonina si lega alla dopamina
in un rhytm & blues squilibrato
saxato dalla noradrenalina
scorbutica come l'inaspettato

Il testosterone, colto sul fatto,
di fissarle il culo, con sommo diletto
dalla rissosa e assai carnosa Madame ossitocina
alla ritirata viene costretto

Ed ecco passar palla l'endorfina
ad una scatenata adrenalina
che spavalda raggiunge l'area
dribblando brillantemente l'impotente melatonina

GABA, assonnato portiere indolente
non può che ammirare la rovesciata
e subire il goal prepotente
di quella briosa adrenalina scatenata

Ma la malefica benzodiazepina
invidiosa di tutta questa bella prole
di catecolamine libere e contente
smaniosa di controllarle dominarle, o annientarle
dritta in vena già pregusta
il suo micidiale piano criminale;
presto, espugnando i recettori con ghigno tagliente
giungerà a destinazione
e lentamente le assoggetterà,
avvinghiandole una ad una alle sue viscide catene.

Perciò da sempre e per sempre
qualcuno preferisce correre
Nudo e a braccia aperte
Verso la propria leggendaria follia

Che finire schiavo in uno Stato
Comandato dalla nazi-benzodiazepina
Dove il blues delle sostanzine
Diventa olocausto di emozioni, paralisi di vita.
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