scieluminose

obiettore vaccinale

Non ho fatto il vaccino
Sono un obiettore recidivo
di coscienza contro la guerra
Della specie umana contro se stessa
O contro una parte di sé che ripudia quale aliena
Indegna genetica metafisica
Trascendentale fantascientifica
L'intuizione non è atta
Al salto di specie
Né lo è il delirio della poetica.
Ma ben più irreale ci appare
il regno delle macchine
L'irrazionalita' funzionale
del reale
Ideale produttivo tecnico
Pasticcio, schizzo scenico
In Sottile ossequio (Anti)scientifico
Produce nuovi preludi della catastrofe
Non bastò Nagasaki né Hiroshima
Non bastò il buco dell'ozono
Il mito, tripudio aberrante, delle razze
O il surriscaldamento globale
Anche la strumentalizzazione d'una pandemia globale
Ora
Plasma nuovi dogmi di fede
Dall'antidogma per eccellenza
Antica riunione di sete
Alla sorgente della verità sovrana
Archetipici simulacri di nuovo alla ribalta
Eppur nuovi di zecca
Dona nuovi fantasmi da far ingoiare
Alle masse in rivolta
Tumultuose agitate ((povere carcasse))
In possibili sussulti di lotte.
La strumentalizzazione nelle mani
del Potere regge i fili delle solite marionette
Mira a riportare la stessa chiamata
Genocida
Impressa nel profondo ego irrisolto
del sapiens
Per privilegio di casta, di arroganza,
di competenza
O di sangue
Mira a dominare e a schiacciare
Punta all'irraggiungibile
In delirio mastodontico d'onnipotenza.
La specie umana
Talmente ricolma
Della propria distopia razionalistica
Da risultare inumana
Ad autodistuttiva sorte
S'impegna
Verso il tramonto della Ragione morale
S'inchina,
E Oltre umana conoscenza;
Affondati nell'acquiescenza
Siamo rotoli
Di generazioni ormai inutili
Che non infiammano
Ormai schiacciati manomessi
Rigirati nello stesso incubo
Neogigante tecnico
Il regno dell'industria omologata
Del tutto
Ha biasimato ripudiandolo
Ogni Sconfinio transumano
Dal recinto Linneo
Prestabilito
Abolito mutevole spazio
Mutevole agonistico
Ma in altremodo evoluzionistico
Percorso
Non funzionale né programmatico
Frutto del retaggio scorrere
Controcorrente dei diversi
Essenziali insulti indefessi;
In noi albergano incubi paleolitici
Ma ci riduciamo miseri servi
A saziare i mutevoli
Possibili domani
Coi sogni dei draghi
Esperti contabili
D'un progresso antisolidale
Fatale:
La competizione è lotta
Di tutti contro tutti
Homines Homini lupi (((homo Homini lupus)))
Si salvaguarda solo il potere
Sacrale
Non vi è campo di gioco per l'attacco al verticale
Servo signore
È ormai una partita persa
Ma solo per quelli che hanno smarrito la coscienza
O l'hanno barattata per qualche promessa
Un'opportunistica scommessa sulle teste proletarie
Dei lavoratori in sciopero
Nella nuova cortina di ferro d'un conflitto di classe onnipresente
Ma di difficile sbocco,
senza avanguardia di partito né sigla sindacale
Se non qualche minoranza coerente resistente;
O ancora per qualche poltrona
Sulle prime fila
Nell'avanspettacolo al teatro delle vanità dei nuovi protagonisti sovrumani
I neo mostri meccanici tecnici
Furenti
Ed insofferenti ai diritti sociali
E agli (per loro) "scheletri" delle voluntates populi
Scheletri
Scorniciati
E riemersi dal vuoto delle pause calate dall'alto
nei "deserti"
Concertativi
In nuovo assetto di guerra
E non li fermeranno gli idranti
Dei vigilanti di Stato
Non li fermeranno l'odio e lo sprezzo aizzato dai competenti governanti immuni da giudizio e da sentenza
E dalla propaganda delle fogne dei padroni

Perché il loro è lo Spirito
Antagonista
Della Storia che avanza.
È la Contraddizione Reale
Nell'irrazionale ciarpame tecnico idolatra
Neo dogma Inattaccabile
Che domina e opprime

Non dissimile dalla comunità formicaia
La comunità umana
Evolve in verità per progresso mutuale
Cooperazione e mutuo appoggio sono pilastro fondamentale
Ma la disgregazione sociale
(I lockdown sommati al preesistente isolamento dai classici ritrovi nei consigli aziendali
Assembleari
Sostituito da solipsistiche riunioni virtuali:
Non luoghi di scontro apparente)
E il conflitto intraclassista nei meandri ciechi (biechi)
Della stessa classe sfruttata
Generano indifferenza
Irrazionale timore pallido rancore
Generano regresso
Nella sporcizia dell'anticamera
Della follia totalitaria
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