scieluminose

Ora che ci sei tu

Ora che ci sei tu
Questo mio povero cuor fermarsi più non vorrà
Perché se vede te qualcosa s'accende dentro me
Perché se sente la
Tua pelle da che odor sa
Non morra' mai
Non spegnerà
Il suo battito ancor
Il povero mio cuor

E tornerà
Leggero riemerso
Agli immensi abissi di mari riaffiorati
in cui perenne e fulgente come l'estate
di ogni tempo che si ripete,
- E ripetendosi si diparte
Muto eterno costante -
lui t'amo',
Giungendo alle rive del silenzio
sulle invalide ali
di scie selvagge
lungo binari attraversati d'infiniti intrecci
distese catene di eventi non scontati
Nel cui garbuglio lusinghiero
egli ti ritrovò:
Lieve rassegna d'amore
Ferma
alla stazione degli indecisi;
Abbiamo abbandonato i nostri panni
Rilasciati i sospesi
Rinnegati i destini beffardi
Fondando nuove radici
Affondando le viscere unte negli ossi - nostri malconci noccioli - fin dentro i midolli
Per afferrarne il senso
Intrinseco,
Intriso nel cerchio
Assaporarne il succo
del vero amare
- Amare vivere -
- Mare essenziale -
Scovando la reale cifra celarsi
Dietro tramonti
Di aranci violacei sconfinati
Dietro l'imprevedibile
- Regno mai nemmeno nominabile -
Del sentimento
E un altro orologiaio fermo
Fissa le lancette al suo orologio differente:
(proteso dall'alto del baricentro)
Veglierà per sempre la nostra sorte.
L'ora si è bloccata al momento
dello sguardo e del sorriso
tocco mai reciso
Non più a rappresentare
l'ora del terrore
In cui il regno dell'umano che si fa disumano
e del geometrico ordinato vince
Disegnando squadrando
Nuove stragi di Stato
Apocalissi terrene di domini rappresi
nel sangue
- I vincenti sono null'altro che perdenti
Rifuggendo il vero
Non bersagliando l'imprescindibile -
Ma l'orologio immobile
Accoglie la nuova Ora
Genesi di un'epoca nuova
Ove il divenire della storia
Si rassegni
Ad armonizzare il tutto
In forme belle, rapimenti d'orchestre,
armoniche cure
Non più Piramidi meschine di ordini, inepiche fenomenologie di Stati sovrani
regni di giganti
Per scopi sovranazionali
Ma cerchi e disegni senza sentieri
Linee libere fuoriuscite dal riquadro stabilito
Dal cancello e dal recinto
Rotondo sarà ora il tragitto:
Torneremo anime nuove
Riaffioreremo nell'Essere autentico.
Splendore!

Ora che ci sei tu
Questo mio povero cuor fermarsi più non vorrà
Perché se vive di te
Qualcosa sa dentro me
E non morra' mai
Non spegnerà
Il suo battito ancor
Il povero mio cuor

E parlerà del tempo in cui t'amo
E scriverà per te le più belle parole
Che furono scritte mai
E sceglierà per te
Le più belle melodie che la natura
nella dolce inconsapevole ora
Dell'incoscienza conscia del risveglio
Tenta e ritenta
Accarezzando l'essenza
Suggerendo all'orecchio dell'incredulo
Echi di spunti di vero
Sfiorando con solfeggi di vento
Tracce di mondi lucidi condivisibili
Il suono dell'usignolo su di un ramo
Allieta
Per corniciare i tuoi sogni indecisi
Egli si farà sonnambulo nella notte
E nel giorno poi dormirà sonni pigri
Scovando e rubando
Il mistero al tempo
Sondando con lo sguardo
Il lucido firmamento
Come sogno che attende
D'abbattere
Il muro di materia al di qua dell'invisibile
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