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terra e mare

Sei terra e mare
- Mare vergine d'impronte -
Terra teatro dello scontro perenne:
Mai sopita puoi sentirne imperversare
La furia
Nel tumulto dei conflitti strepitante
Presagirai l'incedere in marcia delle torme;
La rivalità sempiterna dei popoli:
Che solo l'Internazionale proletaria
Saprà placare.

Sei fuoco e fumo.
Fumo manifesto retaggio
Dimostrazione cocente
Dell'alterita' illegittima delle classi;
Fuoco, reazione semplice
Ad un antiquato ordine da abbattere.
Nazioni, padroni, despoti e governi
Con la garanzia di guerra già sfoderata
Ben pronti e predisposti
Sulla ruspa, ad inglobare nuovi spazi.
Grattacieli, torri green
Nuovi centri e gallerie commerciali,
I falsi miti eco da sfatare
Ingurgitano terreno ingoiano superficie
All'avanguardia della nuova era leggendaria
Sulla scia dell'inganno chiamato Bioarchitettura
Nuovo paradigma eretto a salvaguardia
Della società iperindustriale;
Scalzera' gli ecomostri
Ma la sua funzione reale
Fa rima con gentrificazione.
"Consumo di suolo" è sempre dietro l'angolo: la nuova parola d'ordine
frutto però di un male millenario: la conquista predatoria
Delle risorse della biosfera
Da parte del barbaro Dio del Dominio Tiranno.
Parassitario avvoltoio
nelle viscere di Madre Terra
Non cede il virus dell'Individuale
Capitalista.
Ma l'ultima giubba rossa a rivoltarsi
Questa volta sarà, in un ballo disadorno,
La bella e spietata Mamma Natura.
Disboscata.

Sei giovanezza limpida e quieta nella tua saggezza
Saggezza di una verità triste e indocile
Ma robusta.
A ricoprire e sanare le piaghe e le rughe
Le fratture della carne,
Cucendo le feritoie nell'osso e nel cuore,
Passerai il bisturi potente della mente
Con gli ideali immortali
Elisir di giovinezza e piante sempreverdi
Adatte ad ogni generazione.
Gli intramontabili valori di libertà, solidarietà,
uguaglianza e giustizia
assomigliano e accumunano insieme
tutti i popoli
Coordinano comunità in lotta
E masse d'individui inermi
Che la patria Multudine del furore Riconnette e Paga.
La rabbia ultramillenaria
Che sfocia nel conflitto dialettico della Storia.
Affrancando l'Ideale
Di libertà e giustizia:
L'eguaglianza sostanziale delle genti.

Sei terra e mare.
Mare vergine d'impronte
Che attendi d'attraversare imprudente
Puoi sentirne ora il ruggito
E il balenare inquieto delle onde,
Spazio interminabile
Mistero che aspetti ti si sveli
Una tela dipinta ancora da rivelare.
Al futuro dinanzi a noi proteso
Leviamo un grido:
Non ci sfinisca l'ansia forsennata
L'anelito di libertà
Il mare sconfinato
Incolto germoglio di un sogno inosato.
Terra sacra
Custode della ricerca perenne:
Non ci impaurisca ora quel monte
Fin qui non solcato,
Il promontorio riaffluito alla luce
Dopo che giacque sommerso
Per un tempo immemore dalla corrente
Nel più tetro abisso,
Benché oggi ancor nascosto da cumuli di nebbia:
Non smetta di ossessionarci!
Seducendoci ammaliandoci perseguitando
Per sempre furiosamente le nostre menti
Quei bei sonni irrequieti ed indocili
Che precedono la veglia
Dell'anima
Divorando l'insaziabile fame insonne Perenne
D'utopia
Dell'essere umano. Per sempre.
Fino a farci male.








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